#SANREMO2017 – RISALGONO GLI ASCOLTI TRA PROBLEMI TECNICI E LE PRIME ELIMINAZIONI

La terza serata di Sanremo si apre con gli ultimi quattro giovani in gara. Eliminati Valeria Farinacci (‘Insieme’) e Tommaso Pini (‘Cose che danno ansia’) mentre Maldestro (‘Canzone per Federica’) e Lele (‘Oramai’), si sfideranno con Leonardo Lamacchia e Francesco Guasti della serata.

Dopo la parentesi giovani, si apre con i giovanissimi, bambini del coro Mariele Ventre dell’Antoniano, che cantano i grandi successi dello Zecchino D’Oro, dai bambini all’ostetrica il passo e breve e sul palco sale un’arzilla nonnina di 92 anni, professione ostetrica.

Finito il viaggio nel tempo si torna al presente e si apre ufficialmente la serata delle cover.

Ecco le mie pagelle (senza GIF):

Chiara Galizzo – “Diamante” (Zucchero)

VOTO: 7

Ottima l’apertura di Chiara con la bellissima canzone di Zucchero, anche grazie all’accompagnamento di Mauro Pagani. La giovane cantante veneta ha scelto Diamante perché la canzone preferita della mamma.

Outfit 6 – continua lo stile Morticia Addams ma rispetto la prima sera l’abito non è un granché

Ermal Meta – “Amara Terra Mia” (Domenico Modugno)

VOTO: 8,5

Straordinario. Emozionante. Un’interpretazione unica ‘a due voci’, una rivisitazione con sonorità balcaniche e una voce sensazionale.

Outfit 6 niente d’eccezionale. Un po’ troppo truccato.

Ludovica Comello – “Le mille bolle blu” (Mina)

VOTO 6,5

Ludovica Comello trasforma in musical il successo di Mina, mostrando che ha una vocalità strepitosa, peccato che la performance non sia adatta al contesto.

Outfit 8 adorabile

Al Bano – “Pregherò” (Adriano Celentano)

VOTO 5

La voce di Al Bano sta chiedendo il pensionamento, mi pare ormai evidente, la canzone è sempre splendida ma la sua versione è piatta.

Outfit 5 – Con quel Panama sembra pronto ad andare a controllare i bracciati nella fazenda di Terra Nostra.

Fiorella Mannoia – “Sempre e Per Sempre” (Francesco De Gregori)

VOTO 7,5

Interpretazione inimitabile, canzone splendida, se le si vuole trovare un difetto forse la mancanza di originalità con un arrangiamento fin troppo classico e ben poco lavorato.

Outfit 5 il vestito richiedeva una diversa fisicità e portamento.

Alessio Bernabei – “Un giorno credi” (Edoardo Bennato)

VOTO 3

Una canzone violentata, stonata, molto probabilmente Bernabei non ha capito il senso della canzone. La canzone di Bennato era molto meglio nella versione dance di Gigi D’Agostino del 2000.

Outfit 7,5 molto elegante

Paola Turci – “Un’emozione da poco” (Anna Oxa)

VOTO 8

Regina indiscussa della serata, Paola Turci, porta una una delle canzoni più belle di Anna Oxa e lo fa con classe.

Outfit 8 tailleur nuovo, stesso stile della sera scorsa. Sempre un successo

Gigi D’Alessio – “L’Immensità” (Don Backy)

VOTO 5

Mancava qualcosa all’esibizione di Gigione d’Alessio, la voce, la presenza o la capacità di rappresentare l’immensità. Ho dato 5 perché quando non ha cantato e suonato il pianoforte mi è piaciuto.

Outfit: 7,5 classico, peccato per la barba

Francesco Gabbani – “Susanna” (Adriano Celentano)

VOTO 6,5

Divertente, canzonatorio ormai abbiamo capito il suo stile, la canzone di Celentano è sempre un piacere risentirla.

Outfit N.C. – Qualcuno dovrebbe dirgli che non si è alternativi andando vestiti come un insegnate giovane del liceo, che vuole conquistare gli alunni, a Sanremo.

Marco Masini – “Minchia signor tenente” (Giorgio Faletti)

VOTO 7

Una grande canzone, un ottimo omaggio a Faletti. Certo Masini non essendo attore non ha i tempi scenici di Faletti ma l’intensità e il sentimento c’erano tutti.

Outfit 7 . Peccato per la Barba, come ha detto Crozza, Mazziniana.

Michele Zarrillo – “Se tu non torni” (Miguel Bosé)

VOTO 6,5

Zarrillo porta l’unica canzone che conosciamo tutti di Miguel Bosé dandole un colore melodico senza strafare. La canzone ha una solida struttura che modificata rischiava di essere rovinata.

Outfit 5 – il cosplay di Miguel Bosé non è riuscito.

Elodie – “Quando finisce un amore” (Riccardo Cocciante)

VOTO 7

Emozionante ed emozionata la cantante non ha certo l’estensione di Cocciante ma si è data anima e corpo a questa canzone che evidentemente smuove qualcosa nella ragazza che finisce l’esibizione con gli occhi lucidi.

Outfit 7 bello il vestito e lei lo porta con molta classe. Le sopracciglia continuano a disturbarmi.

Samuel – “Ho difeso il mio amore” (Nomadi)

VOTO 7

Scelta azzeccatissima quella di Samuel che porta sul palco,  cito, “la sua canzone preferita” ed è evidente che questa canzone gli piace davvero molto perché ne ha fatto un’ottima rivisitazione.

Outfit 6,5 bella la giacca peccato per il cappellino

Sergio Sylvestre – La Pelle Nera (Nino Ferrer)

VOTO 5

Quando ho letto la scelta del brano e che con lui ci sarebbero stati i Soul System ero in trepidazione, l’aspettativa era altissima e forse a causa dei problemi d’audio non è per nulla stata ripagata. Voglio la versione registrata per ricredermi.

Outfit 6 sia per lui che per i Soul System

Fabrizio Moro – “La leva calcistica della classe ’68” (Francesco De Gregori)

VOTO 7

Di De Gregori gli manca il sentimento, ma l’esibizione è comunque riuscitissima. Canzone dedicata al figlio.

Outfit 6,5 casual

Michele Bravi – “La stagione dell’amore” (Franco Battiato)

VOTO 6

Non ci sia nulla di sbagliato nell’esibizione di Michele, solo la canzone, il cuore c’era tutto ma c’era solo quello. Battiato non è solo voce o solo cuore è tutto o niente. Bravo nell’esecuzione.

Dopo la carrellata dei BIG e le loro cover si sono esibiti i BIG a rischio eliminazione, si salvano tutti i solisti mentre le due coppie sono state giustamente eliminate, venderanno sicuramente bene, ma non avevano senso a Sanremo.

OSPITI:

MIKA – VOTO 10

Mika in Italia è ormai un volto noto più per la tv che per le sue canzoni e infatti fa un vero e proprio show, come se fosse uno speciale di  ‘Casa Mika’ che, Conti con la stessa naturalezza del Gorilla di Gabbani, ci fa sapere tornerà nella prossima stagione tv. Mika mattatore, canta, parla con gli srtrumenti in uno momento che ricorda Fantasia della Disney.

Non può passare inosservato il suo messaggio “Con la musica si può diventare di tutti i colori, una volta giallo, poi blu, violetto. Se uno pensa che un colore ha più diritti di un altro, o che un arcobaleno è pericoloso perché rappresenta tutti i colori del mondo, peggio per lui. Lo lasciamo senza musica“.

Mai come quest’anno la tematica LGBT è tratta con totale normalità, tra ospiti dichiaratamente gay e nessuna polemica (se non contiamo Adinolfi e Salvini, che non fanno mai testo)

Alessandro Gassmann e Marco Giallini – VOTO 9

Loro sono uno degli uomini che più mi “smuovono l’ormone” in Italia, all’Ariston per presentare “Beata Ignoranza”, commedia che sarà nelle sale dalla prossima settimana, di cui sono protagonisti, affiancano Conti nella presentazione di Masini. Affascinanti e simpatici, semplicemente perfetti.

Anouchka Delon (figlia di Alain Delon) e Annabelle Belmondo (nipote di Jean Paul Belmondo) – VOTO 3

Belle ma totalmente inutili, e senza traduzione. Cara mamma RAI, ma un interprete era davvero così fuori budget?

Luca e Paolo – VOTO 8

Finalmente dei comici che fanno ridere, quasi non ci speravo più, e invece i due comici liguri alternano gli sfottò a Carlo e Maria a battute più sociali. Impeccabili.

LP – VOTO 10 +

Devo ancora capire perché invitare un artista internazionale amatissimo dal pubblico e poi piazzarlo da mezzanotte all’una come la peggior marchetta imposta dalla rete, ma nonostante fosse l’una meno cinque LP canta i suoi due grandi successi e addirittura scambia due parole con Carlo e Maria, con annessa gara di fischi con Conti.

Standing Ovation dell’Ariston.

CROZZA – VOTO 7,5

Finita tutta la politica possibile Crozza con l’imitazione di Bergoglio fa finalmente il suo senza essere pesante e ripetitivo, l’unica battuta di satira è azzeccatissima e la fa spiegando il concetto di cover  “Vi spiego cos’è una cover: è una specie di rifacimento… Ad esempio, il governo Gentiloni è la cover del governo Renzi che a sua volta era la cover di Berlusconi, che a sua volta credeva di essere la cover di Rocco Siffredi” , bello il discorso sui giovani e la citazione di Platone finale.

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